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	<title>Emilia Romagna</title>
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	<description>Un blog di estremocentro</description>
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		<title>Dal Po alla Tanzania, con voli di Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per dovere di cronaca, un piccolo riassunto sulle vicende che hanno avuto per protagonista la Lega Nord, da fine 2011 fino ad oggi. Un inizio anno con il botto, si direbbe… -Tra il 15 e il 30 dicembre 2011 un conto da 10 milioni di euro gestito direttamente dal segretario amministrativo federale del Carroccio, Francesco Belsito, viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2012/01/13/dal-po-alla-tanzania-con-voli-di-stato/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2012/01/aereo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-911" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2012/01/aereo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per dovere di cronaca, un piccolo riassunto sulle vicende che hanno avuto per protagonista la Lega Nord, da fine 2011 fino ad oggi. Un inizio anno con il botto, si direbbe…</p>
<p>-Tra il 15 e il 30 dicembre 2011 un conto da 10 milioni di euro gestito direttamente dal segretario amministrativo federale del Carroccio, Francesco Belsito, viene completamente prosciugato con investimenti in gran parte all’estero tra: Norvegia, Cipro e Tanzania. Vengono rilevati movimenti base con vistosi spostamenti, in entrata e in uscita. Si parla, ad esempio, di 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”, a Cipro.</p>
<p>-31 dicembre-1 gennaio 2012: il Senatore Roberto Calderoli presenta un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del Presidente del Consiglio Mario Monti. Il quale, prendendolo seriamente, risponde che &#8220;non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato Mario Monti e familiari stretti&#8221;. Un bel Knock Out con diretto da parte del Presidente, con tanto di ringraziamenti per la possibilità, resa possibile dalla lettera medesima, di effettuare chiarimenti circa la non eticità nell’utilizzo di strutture pubbliche ai fini personali.</p>
<p>-Inizio gennaio 2012: l’ex Assessore provinciale alla sicurezza di Monza, nonché ex leghista, Luca Talice, viene accusato di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico. La denuncia è partita<em> </em>da due giovani consiglieri comunali di Seregno, anch&#8217;essi ex militanti del partito del Carroccio.</p>
<p>-12 gennaio 2012: spaccatura del Carroccio in seguito al No della Camera alla richiesta dell’arresto dell&#8217;ex Sottosegretario di Stato all&#8217;Economia e alle Finanze Nicola Cosentino: Maroni aveva espresso richiesta di voto per l&#8217;arresto; molti deputati disobbedendo, hanno seguito probabilmente le indicazioni di Bossi che, durante la seduta, non ha votato, optando per la “libertà di coscienza”.<em></em></p>
<p>-12 gennaio 2012: la Procura di Roma ha trasmesso al Senato gli atti di un procedimento penale avviato nei confronti del senatore della Lega Roberto Calderoli, all’epoca dei fatti ministro per la Semplificazione legislativa,  con la richiesta di autorizzazione a procedere in giudizio riguardo la questione inerente l’utilizzo da parte di Calderoli di un volo di Stato, un Airbus dell’Aeronautica, partito da Roma e atterrato a Levaldigi (Cuneo) il 19 gennaio dello scorso anno, per scopi non istituzionali.</p>
<p>E questo è solo l&#8217;inizio: ci sono altri 350 giorni di buon auspicio&#8230;</p>
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		<title>Un&#8217;Europa verso il Futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 11:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 2012 i governi europei dovranno affrontare con decisione un problema che rischia di decimare una generazione: la disoccupazione giovanile. Nell&#8217;Ue vi sono 5 milioni di giovani disoccupati e 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano, non studiano e non prendono parte a programmi di formazione. L’appello da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/22/uneuropa-verso-il-futuro/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/agenziagiovani_M.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-904" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/agenziagiovani_M-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Dal 2012 i governi europei dovranno affrontare con decisione un problema che rischia di decimare una generazione: la disoccupazione giovanile. Nell&#8217;Ue vi sono 5 milioni di giovani disoccupati e 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano, non studiano e non prendono parte a programmi di formazione.</p>
<p>L’appello da parte del Presidente della Commissione Ue, Josè Barroso, verso una riforma del mercato del lavoro fine ad agevolare l’accesso ai giovani, si è rivolto in maniera particolare all’Italia. Il Paese, secondo gli ultimi dati Eurostat, presenta un fenomeno di disoccupazione giovanile pari al 29,3%, preceduta solamente dal 48% della Spagna (l’Eurozona ha complessivamente una media del 21,2%).</p>
<p>Anche László Andor, commissario Ue all&#8217;occupazione, affari sociali e integrazione, ha sottolineato che &#8220;la condizione dei giovani in molti paesi europei sta diventando drammatica&#8221;. Mai come adesso è necessario un intervento deciso, al fine di non aumentare il rischio dell&#8217;esclusione sociale per le nuove generazioni. I 5 milioni di giovani senza impiego, inoltre, costano all&#8217;Europa 2 milioni di euro a settimana.</p>
<p>In Italia la situazione è particolarmente grave al Sud, e la richiesta esplicita da parte della Commissione riguarda una miglior gestione dei fondi Ue da parte del nostro paese.</p>
<p>Bruxelles vorrebbe vedere sfruttati i 30 miliardi di fondo, al fine di evitare un naufragare generazionale che porterebbe ad una esclusione dei giovani dalla Società. Tra le iniziative proposte dalla Commissione, vi è un programma di formazione entro 4 mesi dalla fine della scuola, l’aumento del 10% entro il 2013 delle retribuzioni per il praticantato, il sostegno alle imprese messe su da giovani. Vi è, inoltre, l’incentivo al lavoro in un altro Stato membro attraverso apposita formazione.</p>
<p>La Commissione valuterà le iniziative dei Governi , e metterà a disposizione fondi per l&#8217;assistenza tecnica, destinati a sostenere gli Stati membri, nell&#8217;impiego dei fondi europei disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un governo alla cattedra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal rapporto Ocse del 2010 «Education at a glance 2010», presentato a Parigi il 7 settembre 2010, l’Italia spendeva il 4,5% del PIL nelle Istituzioni scolastiche, contro una media Ocse del 5,7% (solo la Repubblica Ceca spendeva meno). Risultava, pertanto, una spesa pubblica nella scuola pari al 9% della spesa pubblica totale (il livello più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/20/un-governo-alla-cattedra/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/scuola.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-898" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/scuola-300x204.gif" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p>Dal rapporto Ocse del 2010 «Education at a glance 2010», presentato a Parigi il 7 settembre 2010, l’Italia spendeva il 4,5% del PIL nelle Istituzioni scolastiche, contro una media Ocse del 5,7% (solo la Repubblica Ceca spendeva meno). Risultava, pertanto, una spesa pubblica nella scuola pari al 9% della spesa pubblica totale (il livello più basso dei paesi industrializzati).</p>
<p>Dal 2012, però, tirerà un’aria nuova. Ben 12 anni fa, con  D.M. 6.4.<em>1999</em> venne bandito l’ultimo grande concorso per la scuola, e da allora l’ambiente è rimasto pressoché privo di ricambi generazionali, se non per ricoprire ruoli di supplenza.  Proprio per questo motivo il Ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ritiene assolutamente necessario, nel 2012, varare un maxi concorso per le scuole elementari, medie e superiori, al quale sarebbero interessate trecentomila persone.</p>
<p>“Lo sviluppo della Ricerca e dell’Istruzione”, ha ribadito il Ministro in un incontro a Savona “rappresenta un punto importante per la crescita e l’innovazione del Paese”. Il Piano Scuola del Governo Monti sarà presentato già dal prossimo mese alla Commissione Parlamentare e avrà, fra i temi salienti, la sicurezza degli edifici scolastici, definiti dallo stesso Ministro come “fondamento stesso della crescita del Nostro Paese”.</p>
<p>Una spinta verso lo sviluppo di importanti risorse, quindi, nonché una speranza in più per quanti hanno a cuore la formazione educativa delle prossime generazioni. La cultura, infatti, non è un lusso, ma una necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un passo avanti&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 12:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’aumento di detrazioni dall&#8217; Imu sulla prima casa per i figli a carico (50 euro a figlio entro i 26 anni) si è compiuto indubbiamente un bel passo avanti per chi ha lottato per anni ai fini del raggiungimento del Quoziente familiare. Se ne era parlato, infatti, anche nella scorsa legislatura, a più riprese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/16/un-passo-avanti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/famiglia.gif"><img class="size-medium wp-image-892 alignleft" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/famiglia-300x207.gif" alt="" width="300" height="207" /></a>Con l’aumento di detrazioni dall&#8217; Imu sulla prima casa per i figli a carico (50 euro a figlio entro i 26 anni) si è compiuto indubbiamente un bel passo avanti per chi ha lottato per anni ai fini del raggiungimento del Quoziente familiare. Se ne era parlato, infatti, anche nella scorsa legislatura, a più riprese, in previsione ad un risparmio per circa 11 milioni di famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione “in toto” di questa pratica, purtroppo, è alquanto onerosa, in quanto, per fornire un risparmio di circa 800 euro annui alle famiglie, il gettito fiscale riferibile solo all’imposta diretta ammonterebbe a circa 3 milioni di euro l’anno.  Importante rilevare, però, che ogni famiglia, in questo modo,  avrebbe più reddito netto disponibile. Questo agirebbe in maniera positiva sui consumi, dunque anche sul gettito IVA.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cos’è il Quoziente familiare?</p>
<p style="text-align: justify;">Il Quoziente familiare è una pratica che consente di dividere il reddito (attualmente calcolato in base agli utili e ai redditi della famiglia fiscale) per il numero dei componenti la famiglia: le quote di imposta sul reddito vengono così rideterminate in base al ruolo e ai carichi dei componenti.<span id="more-891"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Quoziente familiare agisce proprio su quell’aliquota marginale che cresce al crescere del reddito e che attualmente, penalizza le famiglie che, di reddito, ne hanno uno solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, una coppia senza figli presenta due redditi, divisi per due.  E’ una situazione neutra, che però crea vantaggi qualora uno dei due coniugi abbia il reddito più alto, in quanto vi è l’eliminazione dell’aliquota marginale proprio del reddito più alto. Problema è, invece, se la famiglia è monoreddito.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’introduzione del Quoziente familiare una famiglia con un reddito di 30 mila euro e con due persone lavoratrici, pagherebbe le imposte come se ci fossero due redditi di 15 mila euro l’uno, e risparmierebbe dai 200 a 1800 euro l’anno. Una famiglia monoreddito risparmierebbe addirittura 3000 euro (studio Eurispes).</p>
<p style="text-align: justify;">In Francia, ad esempio, dove il Quoziente familiare è in vigore,  un lavoratore dipendente con moglie e quattro figli, con 36,5 mila euro l’anno,  è così esonerato dal pagamento delle tasse (in Italia pagherebbe 5 mila 774 euro).</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo la situazione di crisi internazionale e la situazione dei conti pubblici ha ritardato una rapida applicazione della pratica, così fortemente sostenuta dall’UDC.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa, inoltre, fungerebbe da incentivo economico, in quanto in Italia lo scarso sviluppo economico è dovuto proprio ad una bassa crescita demografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Se una città non cresce demograficamente, a risentirne è un po’ tutto il sistema che la rende viva: dall’arte, al commercio, all’urbanistica, fino alla propria creatività.</p>
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		<title>Evoluzione sui binari</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[La comunicazione non può non prescindere da un collegamento tra i due contesti: comunicare, sia a livello verbale che non verbale, è possibile solo se c’è un mezzo di trasmissione. Seppur negli ultimi anni si siano sviluppate tecniche di comunicazione telematica che hanno reso meno vincolanti le barriere tra Stati, Regioni, persone,“comunicazione” è un concetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/12/evoluzione-sui-binari/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/treno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-888" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/treno-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>La comunicazione non può non prescindere da un collegamento tra i due contesti: comunicare, sia a livello verbale che non verbale, è possibile solo se c’è un mezzo di trasmissione. Seppur negli ultimi anni si siano sviluppate tecniche di comunicazione telematica che hanno reso meno vincolanti le barriere tra Stati, Regioni, persone,“comunicazione” è un concetto estremamente concreto e pratico. Allo stesso modo, se non vi è collegamento efficiente, sia per mare, che per terra, che per aria, non vi è sviluppo, né scambio di merci e cultura.</p>
<p>Il Treno rappresenta il mezzo preferito da milioni di pendolari, studenti e lavoratori in primis, se non altro perché leggersi un bel libro in viaggio è rilassante, perché le poltrone sono comode, perché il mezzo è sicuro, perché le carrozze sono pulite e perché, unico dato non discutibile, con i suoi 31 kg di CO2 emessi in media per passeggero, rappresenta il mezzo di trasporto meno inquinante.</p>
<p>In verità, il Sistema Ferroviario italiano naviga di continuo tra ritardi, deviazioni, cancellazioni, guasti al riscaldamento, sovraffollamento, carenza di servizi, problemi di pulizia. I pendolari che ogni giorno percorrono le stesse tratte sono come assuefatti dall’ ”effetto disagio” delle Ferrovie Italiane. Dall’11 dicembre, con il nuovo orario entrato in vigore, in tutte le stazioni italiane fermeranno meno treni rispetto a oggi.</p>
<p>Nel Nord Italia come al Sud, il taglio non riguarderà i treni regionali veloci, tutti confermati, ma quelli a lunga percorrenza. Nella città di Parma, ad esempio, diminuiranno i treni a lunga percorrenza che fermeranno nella città in direzione Milano e Bologna.</p>
<p>Non certo meglio si trova il nostro Sud, e il clima di tensione di questi giorni ne è la testimonianza. Con l’annunciata cancellazione di Ferrovie dello Stato Italiane dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, si è creata una mobilitazione non indifferente, con richiesta di udienza ai cittadini da parte del Ministero dei trasporti. Si chiede il ripristino del traffico notturno dei treni sull&#8217;Isola, riportando l&#8217;abilitazione delle linee a 24 ore, permettendo cosí ai treni di partire anche nelle ore notturne. Stando a come sono le cose attualmente, scompariranno le tratte Palermo-Torino, Palermo-Milano, Palermo-Venezia, Agrigento-Roma e viceversa. E’ proprio la soppressione di quest’ultima tratta che precluderà agli abitanti di Agrigento la possibilità di raggiungere la Capitale se non spostandosi fino alla città di Palermo, affidandosi ai pullman locali, con i disagi connessi.  Eppure, le Ferrovie italiane nacquero proprio nel Regno delle Due Sicilie, con una tratta da Napoli a Granatello di Portici…</p>
<p>Nell’attesa di un accordo inerente la questione, un breve cenno sul sistema ferroviario svizzero, anche a scopo di riflessione. Esso possiede un servizio ferroviario molto efficiente, che si avvale di 5.063 km di linee per buona parte elettrificate. Nel paese sono presenti lo Schweizerische Bundesbahnen (cantone tedesco), il Chemnis de fer federaux (cantone francese), le Ferrovie Federali Svizzere (cantone italiano). Esistono, tuttavia, un buon numero di società ferroviarie, che possono essere di proprietà privata o pubblica. Su alcune tratte vi è servizio ristorazione da parte delle compagnie private, nonché assistenza per disabili (carico sedie a rotelle) e adattatore radio per chi ha problemi di udito. Questi treni sono molto puntuali.</p>
<p>Favorire la concorrenza anche su rotaie, perché no? Forse, al pari del taglio delle corse, diminuirebbero anche i prezzi dei biglietti…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lungo risveglio dall&#8217;ipnosi mediatica&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 12:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ipnosi è piuttosto in uso nella terapia psicanalitica. Essa può definirsi come una modalità di funzionamento di tipo protettivo del sistema nervoso. E’ quindi un processo mentale che, in seguito a stimolazioni precise da parte del terapeuta, è in grado di sviluppare funzioni latenti, in contesti differenti, nel soggetto partecipante. E’ una tecnica che permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/06/lungo-risveglio-dallipnosi-mediatica/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/Ipnosi14.png"><img class="size-medium wp-image-884 alignleft" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/Ipnosi14-263x300.png" alt="" width="210" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipnosi è piuttosto in uso nella terapia psicanalitica.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa può definirsi come una modalità di funzionamento di tipo protettivo del sistema nervoso. E’ quindi un processo mentale che, in seguito a stimolazioni precise da parte del terapeuta, è in grado di sviluppare funzioni latenti, in contesti differenti, nel soggetto partecipante.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una tecnica che permette di far passare il soggetto da una condizione di “sonnolenza”, ad una di “sonno apparente” o ad una di “sonno profondo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Permette, quindi,  di indurre nel soggetto delle reazioni emotive, sotto diretta influenza di colui che le esercita.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci siamo resi conto noi, Italiani, di essere stati, per 10 anni, sotto un’ipnosi di tipo mediatico, e per di più in uno stato di sonno profondo. Un’ipnosi, questa, nella quale venivamo assuefatti da una realtà che non era reale, ma serviva bensì a coprire con la bambagia ciò che, dai bassifondi, stava riaffiorando.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto nelle nostre televisioni le strade di Napoli ripulite, e pareva un sogno.  Abbiamo visto, in prima serata e con cerimonia ufficiale, la consegna delle abitazioni a L’Aquila ai cittadini terremotati, una cosa magnifica. Ma non abbiamo visto la sporcizia ammassata nella periferia partenopea, né ci siamo resi conto che un gruppo di inquilini residenti nei villaggi aquilani vivevano in condizioni proibitive, senza riscaldamento e con le fogne a cielo aperto. Né siamo venuti a conoscenza del fatto che L’Aquila, città storica, a causa dei cali del numero di iscrizioni nelle scuole, dell’aumento degli affitti, della fuga di molti professionisti, lentamente stava morendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso ci siamo svegliati, e siamo tutti un po’ sorpresi, stupiti. Ma veramente il Paese stava fallendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno di noi vorrebbe sognare ancora, e tuttora fatica a distaccarsi da quel mondo irreale per calarsi in una realtà molto più dura. E non la accetta. Ebbene, non vivevamo nel paese dei balocchi: questo mondo di illusioni non ha mai preso forma.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai, come adesso, dobbiamo ancorare i piedi al terreno che calpestiamo, e provare a costruire qualcosa, credendo in chi è stato chiamato a farlo. Giorno per giorno, per il bene del Paese.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corpore Sano&#8230; in Albo!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiamano Scienze Motorie. Sono quelle discipline che si occupano di attività fisica e di sport, attraverso studi integrati di medicina (fisiologia, anatomia), psicologia, pedagogia.  Sono Corsi di laurea di durata triennale, che prevedono un biennio di specializzazione nei rami tecnico-sportivo, preventivo-adattato, scolastico, manageriale. In alcune facoltà italiane è previsto un test d’ingresso, e vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/02/mens-sana-in-albo/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/motorie.jpg"><img class="size-full wp-image-867 alignleft" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/motorie.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Si chiamano Scienze Motorie. Sono quelle discipline che si occupano di attività fisica e di sport, attraverso studi integrati di medicina (fisiologia, anatomia), psicologia, pedagogia.  Sono Corsi di laurea di durata triennale, che prevedono un biennio di specializzazione nei rami tecnico-sportivo, preventivo-adattato, scolastico, manageriale.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune facoltà italiane è previsto un test d’ingresso, e vi è l’obbligo delle frequenze, nella mattina e nel pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la formazione triennale, lo studente potrà praticare e apprendere la metodologia di numerose discipline pratiche, variabili da Università ad Università, ma anche teoriche  (inerenti al settore biomedico, giuridico, economico, metodologico didattico e dell&#8217;allenamento, psico-pedagogico e musicale).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste discipline verranno poi concluse con esami orali, scritti o pratici, a discrezione del piano di studi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, tutto questo per dire che 3 o 5 anni di studio, con tanto di prove di valutazione, non possono certo essere semplificate in uno, due week end di corsi “paralleli”, nei quali si rilascia un attestato che permette a colui che ha pagato il corso di insegnare in palestra, come se fosse laureato.<span id="more-866"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure…il corpo umano è qualcosa di straordinariamente complesso, è qualcosa in continua evoluzione ed è quantomeno necessario che le conoscenze alla base di chi, con esso, lavora, non possano non prescindere da solide basi culturali. Altrimenti, e non è la prima volta che è successo, potrebbero farsi dei danni, soprattutto se la clientela è rappresentata da anziani o da bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">In un momento di grave crisi economica quale è questo che stiamo vivendo, i proprietari delle palestre preferiscono assumere personale più “economico” rispetto a quello con alle spalle titoli accademici. Da non dimenticare, inoltre, che in Italia non esiste nessun ordinamento giuridico che limiti l’apertura delle palestre ai soli laureati. In poche parole, basta possedere soldi in quantità da poter investire… e può essere aperto un centro fitness.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge italiana, infatti, non rende obbligatoria la presenza del Laureato in Scienze motorie nelle strutture ginniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza fare nomi e cognomi, riporterò un esempio reale…</p>
<p style="text-align: justify;">In una nota squadra di pallavolo vi è un preparatore atletico che, durante la mattina, svolge un lavoro in Procura, percependo regolare stipendio. Se la stessa persona, nel pomeriggio, svolgesse l’attività di medico, senza averne la qualifica, verrebbe subito arrestato per truffa ed esercizio abusivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non stupiamoci, a questo punto, se nelle nostre palestre proliferano personal trainer che caricano di pesi il vecchietto che vuole dimagrire, o se i nostri ragazzi, nella squadra di calcio dei pulcini, vengono allenati come se fossero degli adulti, infortunandosi dopo brevi periodi.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione a tutto questo è la creazione di un albo? E che albo sia, allora!</p>
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		<title>Dalle Parole ai Fatti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 20:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una situazione di emergenza e Monti, rispettando il compito per il quale è stato chiamato, agirà con la massima rapidità, in tempi molto ristretti. Questo conto alla rovescia, in vista del 5 dicembre, data di arrivo del pacchetto anticrisi al Consiglio dei ministri, sta destando non poche turbolenze, soprattutto da parte delle forze sindacali. Sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/12/01/dalle-parole-ai-fatti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/pensionati_cartello.jpg"><img class="size-medium wp-image-864 alignleft" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/12/pensionati_cartello-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a>E&#8217; una situazione di emergenza e Monti, rispettando il compito per il quale è stato chiamato, agirà con la massima rapidità, in tempi molto ristretti. Questo conto alla rovescia, in vista del 5 dicembre, data di arrivo del pacchetto anticrisi al Consiglio dei ministri, sta destando non poche turbolenze, soprattutto da parte delle forze sindacali. Sotto l&#8217;occhio del ciclone sono soprattutto i sistemi pensionistici.I mercati internazionali si aspettano forti segnali da parte del Governo, segnali che siano in grado di invertire la rotta verso il declino del nostro paese. Il Governo Berlusconi, dal 2010, ha stabilito i seguenti requisiti per andare in pensione:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>40 anni di contributi a prescindere dall&#8217;età;</li>
<li> 35 di contributi e 61 anni di età (62 per gli autonomi);</li>
<li>60 anni di età, già stabiliti nel 2008, per le donne.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Esso, pur avendo preso provvedimenti incisivi (il contributo di solidarietà, ad esempio), non è riuscito a dar credito alla lettera inviata il 5 agosto dalla Bce al Governo italiano, nella quale si affrontavano capitoli inerenti la libertà di licenziamento, la privatizzazione dei servizi pubblici, la riforma delle pensioni, il pareggio di bilancio, il blocco del turnover della pubblica amministrazione, i tagli alle province (e quindi le fusioni degli amministratori intermedi).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stessa lettera Trichet e Draghi avevano dettato a Berlusconi i tempi:  “<em>Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 (</em>Privatizzazione dei servizi pubblici e Modifica delle norme sulla contrattazione, sulle assunzioni e sui licenziamenti<strong><strong>)</strong></strong><em> siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo Governo ci si aspetta molto, e la celerità nella presa dei provvedimenti, senza consultazioni con i Sindacati, è stato qualcosa di anomalo, ma indicativo della volontà del Premier di far ripartire, con decisione l&#8217;economia.  “Se l’Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende, le conseguenze sarebbero molto gravi”, avvisa Monti. Le infinite discussioni che nascerebbero dalle ostilità sindacali, infatti, non farebbero che perdere ore di tempo prezioso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;approvazione del pacchetto di misure anticrisi il 5 dicembre sarebbe un vero e proprio record di velocità, dal momento che una manovra simile, tempi addietro, richiedeva almeno 5-6 settimane di messa a punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là degli atteggiamenti pregiudiziali tipici della democrazia, il segnale ricevuto è molto forte.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è voglia di lavorare, passando, con la velocità della luce dalle parole ai fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Ride bene chi ride&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 21:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Piuttosto originale, la pagina pubblicitaria del gruppo Azimut: &#8220;Ride bene chi ride ultimo&#8221;, ritraente un sorriso di complicità tra il Premier francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il messaggio sotteso a questo slogan è un avviso: a ridere per ultimo non sarà nè la Francia, nè la Germania, nè tantomeno chi, in America, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/11/29/ride-bene-chi-ride/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/11/spread-anteprima-400x319-5089431.jpg"><img class="size-medium wp-image-861 alignleft" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/11/spread-anteprima-400x319-5089431-300x239.jpg" alt="" width="210" height="167" /></a>Piuttosto originale, la pagina pubblicitaria del gruppo Azimut: &#8220;Ride bene chi ride ultimo&#8221;, ritraente un sorriso di complicità tra il Premier francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il messaggio sotteso a questo slogan è un avviso: a ridere per ultimo non sarà nè la Francia, nè la Germania, nè tantomeno chi, in America, specula sull&#8217;Eurozona, ma l&#8217;Italia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea, partita da quella che è la maggior realtà italiana indipendente di gestione del risparmio, il già citato gruppo Azimut, è stata quella di lanciare la prima giornata denominata Btp Day, giornata, ovvero, priva di commissioni in banca per l&#8217;acquisto dei titoli di Stato. Giornata che avrà un seguito, in data 12 dicembre.  Una giornata che ha lanciato un fondo obbligazionario al 100% Made in Italy. Un appello rivolto ai cittadini, di ricoprire il debito nazionale sottoscrivendo bond del Tesoro. Un&#8217;iniziativa che ha creato non poche turbolenze nel mondo finanziario, creando un riscontro positivo presso le banche, gli istituti di credito, nonchè gli operatori, che nell&#8217;occasione non hanno fatto e non faranno pagare le commissioni sulle operazioni di acquisto e sottoscrizione di Bot, Btp, Cct, Ctz, Btpeuroi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa è stata un successo: dietro lunghe code alle banche si sono avuti, infatti, scambi record in borsa e raddoppi delle negoziazioni nelle stesse. Chi, in data odierna, ha comprato Bot o Btp, ha indubbiamente fatto un affare.</p>
<p style="text-align: justify;">Basti pensare che in data odierna il Mot, il Mercato dei Titoli di Stato e delle Obbligazioni di Borsa Italiana, ha registrato 86.681 contratti e un controvalore pari a oltre 2,7 miliardi di euro. Da questi si sono avuti ben 80.962 contratti e 2,594 miliardi euro sui titoli di stato italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il debito, insomma, dev&#8217;essere comprato da noi italiani, e per farlo dobbiamo fare una bella iniezione di fiducia. Evitare, quindi, di immettere i nostri titoli sui mercati stranieri, perchè ciò porterebbe a tassi di interesse altissimi. Più proficuo, piuttosto, comprare noi stessi i titoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprare bond da parte dei cittadini e delle imprese (sono infatti esclusi dall&#8217;iniziativa gli investitori istituzionali) non solo è un indice di fiducia da parte degli italiani per il proprio Paese, ma può anche migliorare l&#8217;aspettativa nei confronti del nostro mercato da parte di quello straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto allo spread, attualmente, è rimasto a 493 punti. C&#8217;è dunque ancora molto da lavorare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>È ora di cambiare passo…</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 09:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Giunchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche ore fa è arrivato un messaggio molto chiaro, a firma del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “Il capitale umano  e l’investimento in conoscenza rappresentano una variabile chiave nella nostra azione di politica economica”. “I giovani”, e a pronunciare queste parole è lo stesso Visco: “sono stati i più danneggiati dall’introduzione dell’Euro”.  “Non c’è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://emiliaromagna.estremocentro.net/2011/11/27/e-ora-di-cambiare-passo%e2%80%a6/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/11/DSC05461.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-853" title="DSC05461" src="http://emiliaromagna.estremocentro.net/files/2011/11/DSC05461-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Poche ore fa è arrivato un messaggio molto chiaro, a firma del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “Il capitale umano  e l’investimento in conoscenza rappresentano una variabile chiave nella nostra azione di politica economica”.</p>
<p style="text-align: justify;">“I giovani”, e a pronunciare queste parole è lo stesso Visco: “sono stati i più danneggiati dall’introduzione dell’Euro”.  “Non c’è una ricetta per uscire dalla crisi”, lo conferma lo stesso Visco, “se non quella di ascoltare i giovani, di dare loro concrete speranze”.</p>
<p style="text-align: justify;">I giovani che attualmente si affacciano sul mercato sono infatti esclusi dai benefici della crescita del reddito degli ultimi decenni: non vengono infatti valorizzate le risorse umane, ovvero quegli aspetti di valore racchiusi nella professionalità e nelle competenze del personale operante.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia i differenziali salariali a parità di livello di istruzione non solo sono inferiori a quelli degli altri Paesi, ma coinvolgono in misura maggiore i giovani lavoratori che non gli anziani.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri ragazzi hanno retribuzioni ferme da almeno dieci anni: non vengono valorizzati, insomma, come capitale umano.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione dell’istruzione in Italia è tristemente nota:  negli ultimi anni si è investito il 2,4% del Pil in scuola e università, contro il 4,9% degli altri paesi.  Nel 2010 in Italia, inoltre, gli insegnanti con meno di 40 anni erano solo il 9%, a differenza del 25% in Germania, del 34% in Francia e dell’oltre 40% del Regno Unito.<span id="more-852"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Già il Consiglio Europeo di Lisbona, nel 2000, ribadì che la più importante economia dell’Unione Europea sarebbe stata possibile soltanto se l&#8217;istruzione e la formazione avessero avuto ruolo preponderante come fattori di crescita economica, nonché di ricerca, innovazione, competitività, sviluppo sostenibile e cittadinanza attiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo dell&#8217;istruzione e della formazione alla crescita è stato ampiamente riconosciuto dal Consiglio di Lisbona: le stime suggeriscono che investimenti  nell&#8217;istruzione e nella formazione producono tassi di ritorno agli individui (ritorno privato) e alla società (ritorno sociale) comparabili all&#8217;investimento nel capitale fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescente quota di servizi economici, i continui cambiamenti tecnologici, l’aumento di conoscenze/informazioni  insite nel valore della produzione, nonché la ristrutturazione socio-economica renderebbero oggettivamente ancor più proficuo un simile investimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Un invito, dunque, ad un cambio di passo, verso un’ Europa che non aspetta…</p>
]]></content:encoded>
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