È ora di cambiare passo…

27 novembre 2011 | Di: Anna Giunchi

Poche ore fa è arrivato un messaggio molto chiaro, a firma del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “Il capitale umano  e l’investimento in conoscenza rappresentano una variabile chiave nella nostra azione di politica economica”.

“I giovani”, e a pronunciare queste parole è lo stesso Visco: “sono stati i più danneggiati dall’introduzione dell’Euro”.  “Non c’è una ricetta per uscire dalla crisi”, lo conferma lo stesso Visco, “se non quella di ascoltare i giovani, di dare loro concrete speranze”.

I giovani che attualmente si affacciano sul mercato sono infatti esclusi dai benefici della crescita del reddito degli ultimi decenni: non vengono infatti valorizzate le risorse umane, ovvero quegli aspetti di valore racchiusi nella professionalità e nelle competenze del personale operante.

In Italia i differenziali salariali a parità di livello di istruzione non solo sono inferiori a quelli degli altri Paesi, ma coinvolgono in misura maggiore i giovani lavoratori che non gli anziani.

I nostri ragazzi hanno retribuzioni ferme da almeno dieci anni: non vengono valorizzati, insomma, come capitale umano.

La situazione dell’istruzione in Italia è tristemente nota:  negli ultimi anni si è investito il 2,4% del Pil in scuola e università, contro il 4,9% degli altri paesi.  Nel 2010 in Italia, inoltre, gli insegnanti con meno di 40 anni erano solo il 9%, a differenza del 25% in Germania, del 34% in Francia e dell’oltre 40% del Regno Unito.

Già il Consiglio Europeo di Lisbona, nel 2000, ribadì che la più importante economia dell’Unione Europea sarebbe stata possibile soltanto se l’istruzione e la formazione avessero avuto ruolo preponderante come fattori di crescita economica, nonché di ricerca, innovazione, competitività, sviluppo sostenibile e cittadinanza attiva.

Il contributo dell’istruzione e della formazione alla crescita è stato ampiamente riconosciuto dal Consiglio di Lisbona: le stime suggeriscono che investimenti  nell’istruzione e nella formazione producono tassi di ritorno agli individui (ritorno privato) e alla società (ritorno sociale) comparabili all’investimento nel capitale fisico.

La crescente quota di servizi economici, i continui cambiamenti tecnologici, l’aumento di conoscenze/informazioni  insite nel valore della produzione, nonché la ristrutturazione socio-economica renderebbero oggettivamente ancor più proficuo un simile investimento.

Un invito, dunque, ad un cambio di passo, verso un’ Europa che non aspetta…

In: Economia, Giovani, Istruzione, Lavoro



4 Responses to È ora di cambiare passo…

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Michele V.

27 novembre 2011 alle 11:41

Alle volte bisognerebbe puntare sugli individui, piu che sulle persone, sulla qualità e sulla meritocrazia, che in Italia non esiste più :(

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Anna Giunchi

27 novembre 2011 alle 11:48

Michele, stai commettendo una falla!! Il Partito parla di Persone, nn di individui!!! Come la mettiamo?

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Anna Giunchi

27 novembre 2011 alle 11:49

ma sulla meritocrazia hai ragionissimo!

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Giovani, è ora di cambiare passo |

29 novembre 2011 alle 15:34

[...] di Anna Giunchi [...]

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